46° ORIENTE OCCIDENTE
01/09/2026
ROVERETO Oltre 45 appuntamenti, 15 compagnie, sette debutti e cinque prime nazionali: Oriente Occidente è pronto a inaugurare la sua edizione numero 46. Dal 3 al 12 settembre, Oriente Occidente raccoglie a Rovereto artisti, studiose e pubblico a confrontarsi con il Vuoto come spazio del possibile.
Non un'assenza da colmare, ma uno spazio da attraversare. Un territorio di possibilità che prende forma tra i corpi, nelle relazioni, nei passaggi ancora indefiniti che caratterizzano il nostro presente. È da qui che nasce il nuovo capitolo del percorso Corpi Assenti, la riflessione pluriennale con cui il Festival sceglie di confrontarsi con le fragilità, le trasformazioni e le domande del nostro tempo.
"Per Oriente Occidente il vuoto non è una mancanza, ma una condizione", spiega il direttore artistico Lanfranco Cis. "La danza lo abita naturalmente: vive nello spazio tra i corpi, nella sospensione, nel disequilibrio, nell'intervallo tra un gesto e l'altro. Ed è proprio lì che si costruisce la relazione con l'altro e si apre la possibilità di immaginare qualcosa che ancora non esiste".
Anche i luoghi diventano parte integrante del racconto. Il Teatro Zandonai accoglie i grandi nomi della danza internazionale; il Mart ospita un dialogo continuo tra performance e opere d'arte; il MUSE apre confronti tra corpo, ricerca scientifica e ambiente; il centro storico e l'Urban Center portano la danza nello spazio pubblico. A queste sedi si aggiunge la nuova arena di Progetto Manifattura, destinata alle proposte più sperimentali.
«Ogni spazio genera una relazione diversa con il pubblico e con le opere che ospita», osserva il direttore artistico Lanfranco Cis. «Rovereto diventa così un grande spazio performativo dove ogni luogo che abbiamo scelto come palco dà corpo a esperienze diverse».
A comporre il mosaico della 46esima edizione sono artiste e artisti che attraversano linguaggi e generazioni differenti. Dalla forza seminale di Maguy Marin, protagonista di questa edizione con una delle opere che hanno segnato la storia della danza contemporanea, May B (4 settembre) alla ricerca di Marco Da Silva Ferreira (5 settembre), che intreccia culture urbane, identità collettive e pratiche del movimento. La Veronal e Marcos Morau (11 settembre) portano a Rovereto il loro immaginario visionario sospeso tra teatro, danza e arti visive, mentre Kader Attou (3 settembre) apre il Festival con una scrittura coreografica che nasce dall'incontro tra hip hop e spazio pubblico. Il dialogo con il tema del Vuoto attraversa la creazione di Sofia Nappi (10 settembre), che ne esplora la dimensione generativa.
Celebra i 30 anni della Compagnia Abbondanza/Bertoni, il lavoro di Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi (8 settembre), da sempre impegnati nella costruzione di universi simbolici e rituali contemporanei. Trovano spazio anche le ricerche sul corpo, sul gesto e sulla percezione di Claudia Catarzi (4/5/6 settembre), Stefania Tansini (7 settembre) e Simona Deaconescu (9 settembre), le sperimentazioni sonore e partecipative di Gloria Dorliguzzo (7 settembre), l'energia della nuova scena flamenca rappresentata da La Venidera (6 settembre), i dispositivi immersivi di Cult of Magic (10/11/12 settembre) e il recupero delle pratiche coreutiche tradizionali proposto da Andrea De Siena e Teatro del Mediterraneo (10/11 settembre). A chiudere il Festival sarà Emanuel Gat (12 settembre), con una creazione che intreccia repertorio e nuova produzione.
Accanto agli spettacoli, Oriente Occidente rinnova il proprio interesse per il contemporaneo e le sue espressioni con Presenti. Linguaggi 2026, sezione che propone nove appuntamenti tra cinema, letteratura, diritto, giornalismo, suono e riflessione civile. Tra gli ospiti il collettivo CHEAP, i registi Simone Manetti, Mattia Colombo, Valentina Cicogna, la docente di diritto internazionale Micaela Frulli, il conduttore radiofonico Raffaele Costantino, le scrittrici Djarah Kan, Nicoletta Verna, l'autrice e studiosa Flavia Dalila D’Amico, protagonisti di un percorso dedicato alle domande del presente.
.
© Riproduzione riservata




