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"Closing Performance -Totentanz", Morau per MOSSA

31/08/2026
"Closing Performance -Totentanz", Morau per MOSSA
TOTENTANZ (ph. Albert Pons)

TRENTO Chiude con un apposito adattamento di Totentanz di Marcos Morau, il 2 settembre al Melotti di Rovereto (ingresso gratuito), il progetto M O S S A - Formazione e sviluppo del linguaggio coreografico, alta formazione promosso dal Centro Servizi Culturali S. Chiara nell'ambito di Officina Coreografica Trentino-Alto Adige/Südtirol, con la direzione artistica della Compagnia Abbondanza/Bertoni e il sostegno della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol. 

L'appuntamento del 2 settembre è anteprima della 46ª edizione di Oriente Occidente Dance Festival, al via il giorno successivo., di cui Marcos Morau è guest curator.

Sul palco le dieci giovani danzatrici protagoniste del progetto a interpretare un estratto di "Totentanz", celebre creazione di Morau per la sua compagnia La Veronal ispirata all'antico tema medievale della danza della morte, intesa come pratica, rito e immagine simbolica capace di ricordare una verità universale. La performance riproporre questo immaginario nell'oggi e diviene un invito a celebrare la fragilità della vita e a riflettere sulla progressiva perdita del suo valore.

La serata del 2 settembre rappresenta il punto di arrivo di un intenso percorso di formazione e ricerca che, per la prima volta, ha messo a disposizione delle giovani interpreti del territorio un programma strutturato di alta formazione, costruito attraverso il confronto con alcuni dei più autorevoli artisti della scena coreografica nazionale e internazionale. Un progetto nato per investire concretamente sul futuro della danza contemporanea regionale, offrendo nuove opportunità di crescita professionale e contribuendo a rafforzare un sistema capace di sostenere le giovani generazioni.

"Nel necessario tempo di sedimentazione di quanto è stato M O S S A, con le sue sette settimane consecutive di differenti docenze, oggi posso dire che l’esperienza vissuta in sala è stata intensamente costruttiva e significativa, un attraversamento di esperienze sensibili e creative che lascerà tracce profonde nel lavoro delle giovani danzatrici che hanno partecipato al percorso. – osserva Antonella Bertoni - Il gruppo ha saputo costruire ogni volta un rapporto di fiducia, rispetto ed empatia con le maestre e i maestri, senza perdere la necessaria distanza critica per interrogarsi e dare parola e pensiero al lavoro svolto. Ora le attende la “mise en scène”, altro tassello fondamentale dell’essere danzatrici. Questa prima edizione ha posto basi importanti e, ci auguriamo, possa aprirsi a nuove esperienze e continuare a crescere nel tempo".

 

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