Torna in Italia “Anna Karenina” di Anzelika Cholina per l’apertura di ModenaDanza
05/11/2026
MODENA Danza e letteratura: un binomio perfetto quando ad affrontarlo è una coreografa sensibile qual è Anželika Cholina. Tra i suoi titoli più famosi, c'è Anna Karenina, ospitato al Teatro Comunale di Modena il 6 novembre per l'apertura della Stagione Danza. Un ritorno per la coreografa e la sua compagnia A|CH Dance Theatre fondata a Vilnius nel 2000 al Pavarotti-Freni dopo i successi di L’idiota e La dama di picche.
Nominata proprio per Anna Karenina nelle categorie ‘Miglior spettacolo di danza contemporanea’ e ‘Miglior coreografia’ alla Golden Mask, il premio teatrale russo più prestigioso, e insignita del Premio Lituano Golden Stage Cross per la coreografia, Cholina pone il suo sguardo femminile sul personaggio di Anna provando a ricercarne la bellezza interiore nell’infelicità della vita familiare. La coreografa, come del resto Tolstoj, non moralizza: scava in profondità nel suo animo, e da artista del terzo millennio supera l’ermeneutica ottocentesca che la vede come eroina peccatrice, vittima del proprio capriccio, per oggettivare i fatti senza classificazioni rigide tra personaggi buoni o cattivi.
In scena sedici danzatori del suo A|CH Dance Theatre, fondato a Vilnius nel 2000, la cui preparazione classica-accademica incontra gli stilemi espressivi della danza contemporanea, un virtuosismo mai fine a se stesso e abilità attoriali. Il libretto scritto dalla stessa Cholina sviscera in due atti i nodi drammaturgici del corposo romanzo: la vita annoiata di Anna accanto al marito Karenin che non ama, l’innamoramento fatale per l’ufficiale Vronsky, l’allontanamento dal figlio amatissimo Seryozha, la condanna del suo comportamento da parte dell’alta società fino all’esito tragico con quel gesto estremo, sotto un treno in una stazione solitaria, che Cholina sceglie di non mostrare.
In una scenografia minimalista firmata da Marijus Jacovskis, costituita da essenziali elementi trasformisti (una lunga panca che funge anche da tavolo, dei lampioni e qualche sedia), la coreografa affida il racconto al ritmo delle danze e alla caratterizzazione dei personaggi attraverso una gestualità mai scontata, su un incisivo collage musicale che affianca pagine di Alfred Schnittke a Gustav Mahler, Andrew Lloyd Webber a Pëtr Il’ič Čajkovskij, troneggiante nella potente scena di ‘teatro nel teatro’ quando un’interprete esegue l’Aria della lettera di Tatiana dall’opera Eugene Onegin. Elegantemente abbigliati con costumi dalle fogge d’epoca (di Juozas Statkevičius), i danzatori dell’ensemble si librano in danze corali e assoli drammatici, in mirabili passi a due. Cholina cattura in oltre due ore di balletto tutta l’infelicità generata da una società che pone le convenzioni sopra ogni cosa, sentimenti e amori compresi.
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