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"Life", il festival di Zona K

Due appuntamenti di danza da Marocco e Palestina

20/04/2026
"Life", il festival di Zona K
LA GESTE in "BADKE-reminx"

MILANO LIFE, Theatre Arts Media Festival, si svolge dal 20 aprile al 21 maggio a Milano. PRomosso da ZONA K, il Festival prende il titolo dalla famosa rivista americana di fotogiornalismo che ha documentato i momenti cruciali del XX secolo. A quello sguardo autoriale e diretto sulla Storia che ha trasformato le fotografie in iconiche immagini e potenti racconti visivi, divenuti parte della memoria collettiva. Come la rivista, LIFE ambisce a stimolare una riflessione sul presente e a rivolgersi a un pubblico eterogeno, non più attraverso la forza dirompente delle immagini quanto di una messa in scena che si muove sull’ambiguo confine tra realtà e finzione, sulle interpretazioni e sul gioco che regolano la relazione tra verità e menzogna, sullo spudorato uso dei media, sul potere della narrazione.

LIFE mantiene la promessa di essere un festival che intreccia teatro, arte e media, dando spazio a voci del mondo dell’informazione, della cultura, dell’arte, della ricerca. Due gli appuntamenti di danza con la Compagnia marocchina-francese JIL Z del coreografo Mehdi Dahkan formatosi alle danze urbane con la prima nazionale di KMS of Resistance (8,9 maggio, Cattedrale e BASE) e LaGeste | Stereo48 con BADKE (remix) il 15 e 16 maggio a BASE al debutto italiano in questa nuova versione, l'originale era stata ospitata a Oriente Occidente Dance Festival qualche anno fa.

KMS of Resistance è una performance coreografica e sonora che esplora l'atto primordiale della respirazione come mezzo per esprimere resistenza e ispirare un'azione collettiva. Si ispira all'Aïta, una tradizione orale marocchina storicamente utilizzata per trasmettere messaggi e incitare alla resistenza durante il protettorato francese in Marocco. Reinterpretata in un contesto contemporaneo, l'opera propone un modo sottile per affrontare le urgenti sfide di oggi, in particolare in contesti in cui la parola diretta è ridotta al silenzio o censurata. In questo spettacolo, i due interpreti propongono sequenze ritmiche sincronizzate e coreografate utilizzando esclusivamente il respiro, la voce e il corpo. Ponendo il respiro al centro come materia sonora essenziale della resistenza, l'opera crea una forma di protesta senza slogan né grida. Il respiro diventa così un richiamo simbolico a ciò che ci unisce a livello fondamentale: il nostro bisogno di aria, la nostra fragilità, la nostra interdipendenza e l'urgenza che proviamo quando è in gioco la nostra sopravvivenza. 

Badke(remix) è una rivisitazione dello spettacolo di danza con 10 ballerini palestinesi che ha girato il mondo tra il 2013 e il 2016, creato da Koen Augustijnen, Rosalba Torres e Hildegard De Vuyst del collettivo les ballets C de la B di Alain Platel. La riedizione di Badke è ora artisticamente nelle mani dei palestinesi Amir Sabra e Ata Khatab, e diventa Badke(remix). Questa creazione e la sua lunga tournée hanno dato vita a una generazione di ballerini professionisti e coreografi palestinesi, molti dei quali sono attivi in varie parti del mondo. La danza è diventata una vera prospettiva per il futuro. Badke ha unito palestinesi provenienti da Israele, Gerusalemme e dalla Cisgiordania. Anche i ballerini provenivano da contesti socio-economici molto diversi, dalle élite urbane ai palestinesi neri dei campi profughi. Il processo di prove ha creato un contesto di scambio e collaborazione basato sull'uguaglianza. Anche in termini di competenze individuali, il circo era affiancato dal kickboxing, la danza contemporanea dalla danza tradizionale, la capoeira dall'hip hop. Badke(remix) diventa così una forma vitale di “appartenenza collettiva” in un contesto globalizzato, esprimendo al contempo il desiderio di far parte del mondo oltre i confini. Dal punto di vista culturale e politico, questo remix nasce in circostanze eccezionali. Nel processo creativo, le dinamiche di potere sono cambiate: questo repertorio è ora nelle mani dei palestinesi, che se ne stanno riappropriando. Allo stesso tempo, questa riscrittura avviene nel contesto del genocidio a Gaza, dell'intensificarsi degli sfratti a Gerusalemme, della rioccupazione di parti della Cisgiordania, della violenza dei coloni e di molte altre forme meno visibili di violenza contro i palestinesi. Attraverso la superficie festosa di Badke (remix), quell'altra realtà permea, come fredde raffiche di vento attraverso le fessure di una casa mal isolata. Ma alla fine prevale ancora il pensiero: non permetteremo a nessuno di dirci cosa fare. Balleremo fino allo sfinimento.

 

 

 

 

 

 

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