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II Balletto della Scala sfida la coreografia di oggi

13/03/2026
II Balletto della Scala sfida la coreografia di oggi
Prove in sala ballo di "Minus 16" (ph. Brescia e Amisano/Teatro-alla-Scala)

MILANO Sfida la creazione coreografica dell'ultimo trentennio il Corpo di ballo del Teatro alla Scala in scena dal 18 al 28 marzo (più una serata benefica il 31 marzo riservata alla Fondazione Ospedale Niguarda) al Piermarini con il trittico McGregor / Maillot / Naharin.

Wayne McGregor presenta Chroma per la prima volta su un palcoscenico italiano, nel ventennale dalla sua creazione mentre Jean-Christophe Maillot affida al repertorio della compagnia milanese il suo Dov’è la luna, delicato lavoro a cui prende parte anche Roberto Bolle nelle recite di apertura. In maniera dirompente chiude il trittico Minus 16, uno dei manifesti di Ohad Naharin che porterà i ballerini a sfidare sé stessi, rompendo le barriere tra artista e spettatore in una intensa e gioiosa esperienza per entrambi.

Nella originalità stilistica di tre grandissimi autori del nostro tempo, si esalta il senso profondo dell’arte della danza, senza orpelli né sovrastrutture, e la versatilità degli artisti del Balletto scaligero - dalle étoiles ai primi ballerini, ai solisti e fino alle nuove generazioni - al cospetto, alcuni per la prima volta, di tre autori contemporanei acclamati e influenti, per un nuovo banco di prova stilistico.

Creato per il Royal Ballet nel 2006, e vincitore l’anno successivo dell’Olivier Award come Best New Dance Production, Chroma esplora la drammaticità del corpo umano e la sua capacità di comunicare emozioni e pensieri più profondi. Un lavoro inventivo che vent’anni fa è valso a McGregor la nomina a coreografo residente del Royal Ballet, entrato poi nel repertorio delle maggiori compagnie mondiali. Amato dal pubblico e dalla critica, Chroma è un classico del balletto contemporaneo. La colonna sonora, tratta dalla musica originale di Joby Talbot e dai suoi arrangiamenti della musica della rock band americana The White Stripes, si interseca con i disegni essenziali e minimalisti dell'architetto John Pawson. Su questo contesto si inserisce la coreografia creativa ed energica di Wayne McGregor, su sette movimenti musicali, con dieci artisti in scena. Alla Scala due sono i cast: Nicoletta Manni, Martina Arduino, Alice Mariani, Agnese Di Clemente, Timofej Andrijashenko, Claudio Coviello, Domenico Di Cristo, Mattia Semperboni, Valerio Lunadei, Gioacchino Starace si alterneranno con Virna Toppi, Caterina Bianchi, Camilla Cerulli, Maria Celeste Losa, Marco Agostino, Nicola Del Freo, Navrin Turnbull, Christian Fagetti, Frank Aduca, Edward Cooper.

Jean-Christophe Maillot porta alla Scala un lavoro intimistico creato nel 1994 per sette ballerini. In Dov'è la luna esplora l'ombra e la luce alla ricerca dei corpi nascosti al loro interno. Quest'opera monocromatica, con i suoi toni chiaroscurali, scuote e amplia il vocabolario e la tecnica della danza classica, spinta dal coreografo ai suoi limiti estremi. Così l’autore: “Questo balletto non ha né inizio né fine. Rimane in transito. La transitorietà mi sembra l'unico stato permanente dell'essere, forse l'unico autentico. In alcune mitologie, la luna rappresenta questo passaggio tra la vita e la morte, il passaggio che prepara alla rinascita”. In scena, Leonardo Pierdomenico esegue i lavori per pianoforte di Aleksandr Skrjabin: una selezione di Preludi dalle op. 9, 11, 13, 16, lo Studio op.42 n.5 e Vers la Flamme op.72. Protagonisti Maria Celeste Losa, Roberto Bolle (in alternanza con Navrin Turnbull), Nicoletta Manni, con Domenico Di Cristo, Agnese Di Clemente, Gabriele Corrado, Saïd Ramos Ponce e in altre recite Letizia Masini, Navrin Turnbull, Giulia Frosi con Saïd Ramos Ponce, Benedetta Montefiore, Marco Agostino, Gabriele Fornaciari.

Minus 16, in prima assoluta per il Nederlands Dans Theater 2 nel 1999, si basa su brani tratti da altre opere del repertorio di Naharin, tra cui Mabul (1992), Anaphaza (1993) e Zachacha (1998). In scena un cast di 23 ballerini interpreta una coreografia che si muove liberamente tra gesti delicati e quotidiani e violenti scatti, su una colonna sonora che spazia da Dean Martin al mambo, dalla techno alla musica tradizionale, e che include una delle composizioni più note di Naharin, “Echad Mi Yodea” (“Chi conosce uno?”), che porta i ballerini a seguire il ritmo ripetitivo del brano recitando all'unisono i 13 versetti della canzone della Pasqua ebraica. Questa produzione è davvero un unicum nel repertorio del Teatro alla Scala, con un elemento di imprevedibilità e divertimento che rende ogni rappresentazione di Minus 16 piacevolmente diversa e unica.

 

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