"Post-Orientalis Express" di Eun-Me An a Romaeuropa Festival
24/09/2026ROMA Arriva al Teatro Argentina stasera, 24 settembre, con replica domani 25 settembre, una delle artiste più originali della scena contemporanea: la sudcoreana Eun-Me Ahn, per la prima volta a Romaeuropa Festival con la prima nazionale di Post-Orientalis Express.
Lo spettacolo, che si inserisce nel percorso costruito dal festival con Dance Reflections by Van Cleef & Arpels, è un’esplosione di colori, movimento e immaginazione che attraversa danza, teatro, nuovo circo, ritualità e pop culture.
In scena nove danzatrici e danzatori, tra cui la stessa Ahn, danno vita a un universo eccentrico e visionario, fatto di costumi al neon, musica elettronica, immagini e gesti provenienti da diversi angoli dell’Asia. Dai mercati affollati alle spiagge di Okinawa, dai ritmi delle Filippine alle atmosfere spirituali dell’Indonesia, frammenti della vita quotidiana e della tradizione vengono raccolti, trasformati e ricomposti in una nuova geografia del movimento.
Il risultato è uno spettacolo sorprendente e profondamente poetico, che gioca con stereotipi e cliché dell’Asia e con il concetto di “orientalismo” per metterli in discussione. Leggende, costumi, musiche, movimenti e riferimenti alla cultura pop vengono deformati e portati fino all’assurdo, lasciando emergere le contraddizioni degli sguardi con cui le culture asiatiche sono raccontate e rappresentate.
Post-Orientalist Express nasce da una ricerca che accompagna da anni il lavoro di Eun-Me Ahn e parte da una domanda: "come raccontare l’Asia senza ridurla a un’immagine unica e preconfezionata?" La coreografa muove da una considerazione non scontata: l’orientalismo non è soltanto uno sguardo occidentale sull’Asia, ma può attraversare anche i rapporti tra i diversi Paesi asiatici. Corea, Giappone, Cina e altre realtà si osservano, si definiscono e si rappresentano reciprocamente, creando una rete complessa di differenze, stereotipi e identità. Da qui prende forma quella che Ahn definisce una “danza dell’Inter-Asia”: non una sintesi delle diverse culture, ma un incontro dinamico fatto di contrasti, contaminazioni e attriti. Una danza che preferisce mettere le differenze e le identità in movimento, invece di uniformarle e ricondurle a un’unica voce. La riflessione prosegue il percorso avviato con Dragons, precedente lavoro in cui Ahn aveva raccolto le testimonianze di giovani danzatrici e danzatori asiatici, confrontandosi con i loro stili di vita e con le loro idee sul futuro.
Il palco di Post-Orientalist Express diventa così una sorta di treno immaginario in continuo movimento: ritualità e vita quotidiana, passato e presente si incontrano e si trasformano. Il linguaggio di Ahn, riconoscibile per l’uso radicale del colore, l’ironia e una forte componente fisica, costruisce un mondo allo stesso tempo assurdo, divertente, energico e poetico. Un universo in cui il corpo diventa il luogo privilegiato per mettere in discussione categorie e confini.
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