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"Peer Gynt" dal realismo fantastico all’introspezione

Il balletto di Clug entra in repertorio alla Scala

Di Maria Luisa Buzzi 04/04/2025
"Peer Gynt" dal realismo fantastico all’introspezione
PEER GYNT (ph. Tiberiu Marta)

MILANO Festeggia dieci anni dalla sua creazione proprio con il Balletto del Teatro alla Scala, la decima compagnia ad acquisirlo in repertorio. Il Peer Gynt di Edward Clug (intervista D&D n.321 e International n. 48) è diventato un titolo di riferimento del balletto narrativo di oggi.

E' il neo-direttore (per la terza volta nella sua carriera) del Ballo scaligero Frédéric Olivieri ad annunciare la produzione che sarà sul palco del Piermarini dall'8 al 18 aprile per 7 recite. "Ho ereditato - dichiara in conferenza stampa - una compagnia in grande forma e vedere i ballerini nelle prove di Peer Gynt in cui sono messi a confronto con una dimensione teatrale del tutto nuova per loro, mi rende felice ed orgoglioso della loro artisticità".

Primo titolo narrativo, e a serata, firmato dal coreografo sloveno nel 2015 per il Balletto di Maribor, ispirato all'omonima pièce in versi del drammaturgo norvegese Henrick Ibsen portato in scena a fine Ottocento sulla musica originale di Edvard Grieg, il Peer Gynt di Clug delinea un approccio nuovo nei confronti di entrambi gli autori dell'archetipo: unisce le rispettive ispirazioni, superando le limitazioni di ognuna. Clug ha creato un nuovo libretto che segue in senso cronologico la narrazione di Ibsen e accosta la musica di scena di Grieg per Peer Gynt ad altri suoi celebri brani da concerto e da camera, per uno sviluppo dinamico e coerente della narrazione.

"Ho trovato alla Scala - spiega Edward Clug - danzatori curiosi rispetto al testo, quanto lo ero io anni fa. Peer è un ragazzo che rifiuta le regole della società, è un artista, un sognatore, ed è guidato dagli istinti e dalle ambizioni. Portarlo in scena ha una sua complessità come del resto richieste un approccio speciale accostarsi al dramma in versi di Ibsen. Per cui nel nuovo libretto ci sono elementi fondamentali della storia e altri tralasciati al fine di costruire un viaggio potente ed emozionale ancora attuale in cui tutti si possano riconoscere".

Fondamentali a sostegno dell’inventiva coreografica le scene di Marko Japelj, i visionari costumi di Leo Kulaš e le luci di Tomaž Premzl. “L’idea dell’allestimento, apparentemente semplice e funzionale, è capace di trasformarsi da immagini grandiose a spazi vuoti. Nel primo atto, la strada ellissoidale evidenzia l'idea - o forse l'illusione - di un movimento circolare, in cui tutto sembra riportare al punto di partenza. Il secondo atto si apre su uno spazio libero, che invita Peer Gynt a lasciarsi trasportare dalla sua immaginazione”.

Narrativo ma non didascalico, lo spettacolo è ricco di simbolismi e colpi di scena inaspettati, che suscitano ironia o umorismo, o sfiorano l’assurdo. Un’esperienza teatrale coinvolgente, capace di emozionare gli artisti e di toccare profondamente il pubblico. Naturalmente il viaggio di Peer Gynt coinvolge anche l’Orchestra del Teatro alla Scala, diretta per la prima volta dal Maestro Victorien Vanoosten, che ha già affrontato questo balletto a Zurigo nel 2022, Leonardo Pierdomenico al pianoforte e il Coro dell’Accademia Teatro alla Scala, diretto da Bruno Casoni.

Il personaggio di Peer sarà interpretato da Navrin Turnbull e da Timofej Andrijashenko. Nel balletto si ritroveranno molti dei personaggi del libro: Solveig, la donna che lo aspetterà con amore incondizionato Alice Mariani in alternanza con Martina Arduino; Åse, la madre di Peer (Antonella Albano e Alessandra Vassallo), gli sposi Ingrid e Mads Moen (Linda Giubelli con Mattia Semberboni, Agnese Di Clemente con Domenico Di Cristo), Aslak, il fabbro (Marco Agostino), la piccola Helga, sorella di Solveig (Sabrina Solcia), tre ragazze della malga (Giorgia Sacher, Chiara Ferrara, Martina Valentini). Nati da una inventiva e felice soluzione, non solo coreografica, ma drammaturgica, come chiave per varcare le porte del surreale e del fantastico, il Cervo (Emanuele Cazzato), concepito da Clug quasi come un alter ego che accompagna Peer per tutta la piéce e la Morte (Andrea Crescenzi in alternanza con Christian Fagetti), figura affascinante e complessa che lo segue in tutto il suo viaggio, e in cui Clug ha condensato tutti i personaggi astratti dell'opera - come la voce, il fonditore di bottoni e la sfinge.

Lo stesso vale per gli altri ruoli che interagiscono con Peer nel suo epico viaggio, dal regno dei troll, con la donna in verde (Maria Celeste Losa, Caterina Bianchi), il capo dei troll (Edoardo Caporaletti), al Marocco dove incontra Anitra, figlia di un capo beduino (Agnese Di Clemente e Caterina Bianchi), al manicomio del Cairo con Begriffenfeldt, un medico (Massimo Garon, Matteo Gavazzi) e i quattro matti (Camilla Cerulli, Caterina Bianchi, Darius Gramada e Rinaldo Venuti in alternanza con Maria Celeste Losa, Denise Gazzo, Said Ramos Ponce, Valerio Lunadei, Domenico Di Cristo), fino al ritorno al suo villaggio. Ed è nel finale che il libretto di Clug si è discostato dall'originale.

Peer Gynt nell'interpretazione del Corpo di ballo della Scala sarà ripreso da Rai Cultura, e verrà trasmesso in autunno su Rai 5 e Rai Play; all’estero (ad eccezione di Grecia, Repubblica Ceca e Giappone) sarà in live streaming su Medici Tv il 18 aprile.

 

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