"Roméo et Juliette" di Maillot in tournée in Italia
Les Ballets de Monte-Carlo attesi a Cremona, Udine e Parma
10/02/2026
Tournée italiana per Les Ballets de Monte-Carlo con tre date a Cremona, Udine e Parma dell'inossidabile Romeo e Giulietta di Jean-Christophe Maillot, una rilettura 'cinematrografica' della tragedia degli amanti shakespeariani.
Il 22 febbraio in scena al Ponchielli di Cremona e il 25 febbraio al Teatro Giovanni da Udine preceduto da un incontro pubblico con il coreografo e direttore Maillot condotto dalla nostra direttrice Maria Luisa Buzzi e il 28 febbraio al Teatro Regio di Parma.
Jean-Christophe Maillot, coreografo e direttore dal 1993 dei Ballets de Monte-Carlo si è rivolto, come vuole tradizione, alla composizione di Sergej Prokof’ev per il suo allestimento della vicenda dei giovani amanti. Era il 1996 quando nacque il titolo, tuttora miliare del suo esteso corpus di opere, rappresentato a distanza di trent’anni dalla compagnia monegasca ma anche dal britannico Northern Ballet che lo ha acquisito in repertorio.
Maillot con il suo peculiare linguaggio coreografico, in un’ambientazione stilizzata immagina una nuova centralità al personaggio di Frate Lorenzo. Nel confermare la struttura dei quadri immaginata da Prokof’ev - il salone da ballo del palazzo, la piazza del mercato, la camera da letto di Giulietta, la cappella mortuaria dei Capuleti - Maillot adotta per la sua rilettura un’espediente cinematografico: il flashback. Così la tragica vicenda arriva allo spettatore come fosse un ricordo di Frate Lorenzo, il quale ripercorre nella sua mente, con non poco tormento, l’accaduto. È lui il primo ad apparire all’apertura di sipario attorniato da due figure maschili: accoliti o fantasmatiche visioni di Tebaldo e Mercuzio, artefici dell’episodio che tramuta la spensieratezza giocosa della gioventù in dramma? Un flashback che presto diviene Leitmotiv con il religioso ad apparire e scomparire nei momenti salienti come se cercasse di comprendere quando e perché tutto sia precipitato senza rimedio sotto i suoi occhi.
La coreografia, di stampo neoclassico, vede le ballerine in punta acquisire nuova morbidezza espressiva nei torsi e nelle braccia, mentre i ballerini alternare grandi salti a rotolate al pavimento decisamente più contemporanee. Maillot è coreografo di rara sensibilità musicale e qui non si smentisce, riproponendo con inventiva le scansioni musicali di Prokof’ev. Bella ed essenziale la scenografia realizzata dal fedele collaboratore Ernest Pignon-Ernest, autore di un’ambientazione minimalista priva di orpelli medioeval-rinascimentali, mentre i costumi di Jérôme Kaplan rimangono sospesi nella bidimensionalità ottica del bianco e del nero, eccezion fatta per Giulietta avvolta in tonalità ocra-oro e poi in azzurro. Da vedere.
© Riproduzione riservata





