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Andrea Costanzo Martini direttore di un nuovo progetto di formazione professionale

Parte in autunno "Re.Search" alla Nuova Officina della Danza di Torino

16/03/2026
Andrea Costanzo Martini direttore di un nuovo progetto di formazione professionale
Andrea Costanzo Martini

Coreografo e performer, Andrea Costanzo Martini inizia la sua formazione in Italia per poi proseguire gli studi di danza classica all’Heinz-Bosl Stiftung di Monaco di Baviera. Avvia la carriera professionale come ballerino presso l'Aalto Staats Theater di Essen e poi approda, nel 2006, al Batsheva Ensemble passando dopo soli due anni alla compagnia maggiore, la Batsheva Dance Company dove interpreta lavori di Ohad Naharin e Sharon Eyal. La sua carriera di performer prosegue con alcune delle principali compagnie europee di danza contemporanea, tra cui il Cullberg Ballet di Stoccolma (2008–2010), dove interpreta opere di Benoît Lachambre, Alexander Ekman, Crystal Pite, Jefta van Dinther e Tillman O’Donnell. Durante il periodo al Cullberg crea la sua prima coreografia di rilievo per sei danzatori, For Men Only.
Nel 2013 con What Happened in Torino vince il Primo Premio allo Stuttgart Solo Dance Festival e da allora si dedica alla creazione di proprie coreografie, caratterizzate dalla fusione tra fisicità estrema e narrazione teatrale e dalla relazione costante con lo spettatore, utilizzando ironia e umorismo per sovvertire le aspettative nei confronti del linguaggio della danza.
Dal 2007 è insegnante certificato di Gaga Movement ed è attualmente docente presso il Gaga Center del Suzanne Dellal di Tel Aviv. Guest teacher per Batsheva Dance Company, Cullberg Ballet, Royal Swedish Ballet e altre compagnie. 

Siamo andati a incontrarlo perché dal prossimo anno accademico sarà direttore artistico di Re.Search, progetto di formazione professionale dedicato alla creazione contemporanea e alla ricerca presso NOD-Nuova Officina della Danza di Silvana Ranaudo a Torino.

Martini, ci racconta brevemente di Re.Search, il progetto lanciato da NOD di cui è direttore artistico?
Re.Search è un programma professionale dedicato a danzatori e danzatrici che desiderano fare esperienza diretta dei processi creativi di coreografi internazionali, all’interno di un contesto di ricerca accompagnato da un percorso di mentoring personalizzato.
Il percorso è articolato in trimestri con cicli di incontri di cinque settimane, guidati da figure di spicco della scena coreografica internazionale e seguiti da momenti di condivisione aperti al pubblico. I danzatori avranno così l’opportunità di fare esperienza diretta di processi creativi, simili a quelli che incontreranno nella loro vita professionale, acquisendo strumenti e prospettive che solo coreografi immersi nella propria ricerca artistica possono trasmettere. Questi periodi saranno accompagnati da momenti di mentoring personalizzato e individuale finalizzati ad aiutare gli studenti a porsi obiettivi chiari e ad affrontarli con forza, determinazione e soprattutto indipendenza.

Che figura professionale intendete formare con Re.Search?
Performer pronti e preparati a entrare nel complesso mondo della danza contemporanea, oggi più che mai variegato, consci del loro valore e del contributo fondamentale che porteranno alle creazioni di coreografi e compagnie con cui collaboreranno.

Come ha scelto i docenti coinvolti nel percorso? Ci anticipa qualche nome?
Ho cercato di offrire ai partecipanti una gamma di esperienze centrate sulla fisicità del performer e sull’ampio ventaglio di possibilità espressive che il corpo può offrire. Con alcuni degli artisti che insegneranno al corso ho personalmente collaborato in passato come Noa Zuk, Ohad Fishof, Marcat Dance (duo Mario Bermúdez Gil - Catherine Coury, ndr.) e Bosmat Nossan con i quali ho danzato in Batsheva. 
Allo stesso tempo, ho voluto dare spazio anche alla dimensione teatrale, a mio avviso troppo spesso trascurata nell’educazione alla danza contemporanea di oggi. E’ il caso di Mats Van Rossum e Becky Laufer, premiati a RIDCC 2025, che mescolano movimento, dramma e comicità in maniera unica.

Lei è formatore certificato Gaga. Insegnerà al corso? 
Certamente. Durante l’anno terrò lezioni di Gaga, linguaggio determinante per me come danzatore, e condurrò incontri che mi permetteranno da un lato di preparare i partecipanti alle dinamiche dei processi creativi, e dall’altro di seguire da vicino i loro progressi. Creerò anche per il gruppo durante una delle sessioni di lavoro, offrendo così strumenti e visioni accumulate durante i miei anni come coreografo. 

In che modo questo progetto si inserisce nella sua carriera di artista oltre che di formatore?
Essere invitato a dirigere un percorso di formazione per danzatori è innanzitutto un grande onore. Nella mia esperienza, formazione e creazione sono sempre andate di pari passo, per questo vivo questo passaggio come un momento naturale del mio percorso. Trasmettere il desiderio e la passione per questa forma d’arte non è solo una responsabilità, ma anche una delle soddisfazioni più grandi che posso vivere come artista. Allo stesso tempo, mi interessa incoraggiare nei danzatori curiosità, spirito critico e indipendenza: qualità fondamentali per costruire un percorso artistico autentico.

 

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