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FOG Triennale Milano Performing Arts: sguardo sul mondo

La nona edizione torna col programma autunnale dal 19 settembre al 15 novembre 

16/06/2026
FOG Triennale Milano Performing Arts: sguardo sul mondo
A.I.M by Kyle Abraham, "Cassette-Vol.1", ph. Christopher Duggan

MILANO Interdisciplinarità e vocazione internazionale. Queste le due anime complementari di FOG Triennale Milano Performing Arts che riparte con la programmazione autunnale della IX edizione dal 19 settembre al 15 novembre abitando La sede di Triennale ma anche spazi limitrofi.
L’emblematico titolo Lo sguardo sul mondo conferma l’interesse del Direttore artistico Umberto Angelini di tenere i confini del festival più ampi possibili, sia in termini geografici, con artisti provenienti da Italia, Francia, Lituania, Iran, Corea, Stati Uniti, ma anche di visioni artistiche, affiancando grandi nomi della scena mondiale a giovani autori, molti dei quali per la prima volta a Milano.
Un abbattimento di confini che diventa anche manifesto poetico e politico nella volontà di creare occasioni per la creazione di comunità temporanee tra artisti e artiste, tra diverse discipline e con il pubblico, creando connessioni e possibilità di convivenza in una contemporaneità sempre più divisa e connessioni.
Come sempre i linguaggi coinvolti sono i più disparati in una commistione tra danza, musica, teatro, performance, arte visiva come nell’apertura del 19 settembre affidata all’artista lituana Lina LapelytÄ—, Leone d’Oro nel 2019 alla Biennale d’Arte di Venezia come migliore Partecipazione Nazionale per Sun & Sea (Marina), che, per la prima volta a Milano, dà vita nel Giardino di Triennale a una durational performance di cinque ore che unisce canto e azione scultorea in un’opera partecipata e collettiva commissionata da Triennale Milano nell’ambito del progetto europeo PIT Perform Transform Inform: Participatory Performance in Art Museums.
La danza percorre tutto il cartellone autunnale con il ritorno di Dewey Dell con Dido and Aeneas (3 e 4 ottobre), che si confronta con il melodramma barocco di Henry Purcell, e Boris Charmatz che il 10 e 11 ottobre presenta la sua ultima fatica, Muette che esplora la danza come atto essenziale e radicale con il pubblico. 
Per la prima volta a Milano con la sua compagnia A.I.M, il 14 e 15 ottobre il coreografo americano Kyle Abraham propone Cassette Vol.1, omaggio alla cultura dei video musicali degli anni ’80 e all’immaginario del pop. Dopo lo spettacolo dj set su musiche anni ‘80 a cura di Radio Raheem, con un’incursione performativa dei danzatori della compagnia.
Altra novità per l’Italia la coreografa e danzatrice sudcoreana Yanghee Lee arriva  con il suo spettacolo Shimmering che fonde la danza tradizionale coreana dello Shinmuyong con l’energia pulsante della cultura rave e da discoteca degli anni ’90.

Tra le giovani proposte, Gaetano Palermo e Michele Petrosino, propongono Stanza performance one-to-one sostenuto da Triennale Milano Teatro che invita lo spettatore a entrare in una stanza abitata per otto ore al giorno da un performer in uno stato di volontario abbandono.
Venerdì 13 novembre, chiudono il programma i debutti di due artisti associati di Triennale Milano Teatro per il triennio 2025-2027. Amir Reza Koohestani, regista e drammaturgo iraniano, presenta il suo nuovo lavoro UN/SENT, creato appositamente per il festival, mentre il Salone d’Onore di Triennale è il palcoscenico di The Lovely Gears, installazione site-specific di Chiara Bersani realizzata col contributo di studenti e studentesse dell’Accademia di Architettura dell’Università di Mendrisio, in cui lo spettatore è invitato a entrare e sostare a piacere.

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