Festival des Cabanes: dal parco al palcoscenico con CHANEL
17/06/2026
ROMA Danza e moda sono sempre andate a braccetto. Da quanto Mademoiselle Chanel è entrata in contatto con l’eccezionale impresa artistica dei Ballets Russes di Sergej Diagilev a Parigi nei primi anni del XX secolo, le due arti hanno dialogato senza sosta. Intorno al gruppo di intellettuali e artisti provenienti dall’Impero Russo, nella Ville Lumière si erano radunati i grandi dell’arte visiva, della musica, della letteratura e della moda occidentale: con Cocteau, De Chirico, Debussy, Picasso, Satie, Lydia Sokolova (nome d’arte di Hilda Munnings) anche Gabrielle Chanel, la donna che spiazzò Parigi con il suo stile rivoluzionario, l’imprenditrice illuminata e generosa mecenate. Sostenitrice dell’impresa di Diaghilev sin dalle prime apparizioni nei teatri cittadini e di quell’azzardo storico che fu la creazione del Sacre de printemps di Nijinsky-Stravinsky, Coco Chanel collaborò alla realizzazione del balletto di Nijinska Le Train bleu (1924) su musica di Darius Milhaud con scene di Pablo Picasso da un libretto di Cocteau. I balneari costumi del balletto ambientato in Costa Azzurra, realizzati da Chanel in un innovativo jersey, sorpresero e fecero tendenza. Dopo di lei, molti gli stilisti colti dalla fascinazione per il mondo della danza, ma pochi come la Maison CHANEL a farne estensione del proprio linguaggio per oltre cento anni.
Con Karl Lagerfeld, storico direttore creativo di CHANEL dal 1983 al 2019, protagonista di un intenso rapporto con Tersicore come realizzatore di costumi per l’Opéra de Paris e Les Ballets de Monte-Carlo, e poi ai giorni nostri la Maison nel ruolo di “Grand Mécène” di Palais Garnier. CHANEL sostiene il progetto del Junior Ballet de l’Opéra e continua a immaginare costumi di scena di produzioni di punta, come il recente Red Carpet di Hofesh Shechter (recensione su Danza&Danza n.324).
Il dialogo concreto con la cultura contemporanea della Maison, tradotto in un mecenatismo elegante e silenzioso, si è fatto ammirare recentemente nella splendida cornice di Villa Medici a Roma nell’ambito del Festival des Cabanes, terza edizione in corso fino al 29 settembre. Al Festival, CHANEL ha presentato nel parco della villa la Cabane L7 (dal nome della libreria L7 fondata da Karl Lagerfeld a Parigi e acquisita da CHANEL nel 2021) e nel salone interno, il 9 giugno, la performance Bodies on Glass di Diego Tortelli in collaborazione con Orsolina28 Art Foundation e la sua direttrice artistica Simony Monteiro.
Dalla contemplazione dello skyline romano al tramonto dalla finestra della grande struttura in legno della Cabane L7 firmata dallo studio di architettura Salazarsequeromedina, il pubblico di invitati si è trasferito nel Salone della Villa per godere di una rinnovata intesa tra le arti, danza e musica live. Sul palco i danzatori, e fratelli olandesi, Minouche e Thomas Van de Ven (già membri di Aterballetto) a interpretare Bodies on Glass, duetto immaginato da Tortelli in dialogo con la musica di Philip Glass eseguita al pianoforte da Andrea Rebaudengo.
I celeberrimi Metamorphosis Five e Metamorphosis Two, Etude No.2 e Etude No.6 di Glass nelle preziose mani di Rebaudengo offrono ai corpi una perfetta calibratura tra rigore strutturale minimalista e lirismo malinconico. Minouche e Thomas si librano sulla musica assecondandone le poliritmie o discostandosene. L’andamento ripetitivo è ripreso in piccoli passi lungo il perimetro della pedana, presto abbandonato dal desiderio di lasciarsi travolgere dall’attimo, dal cinetismo che rende effimero il tempo e la memoria. La loro relazione, mantenuta dal sempre più maturo coreografo bresciano sul doppio filo antagonismo-condivisione, a tratti si accende di sentimento, a tratti diventa marziale. Elegante la divisa unisex, pantalone nero e maglia color cipria a nido d’ape, in nuance con le pareti del salone di Villa Medici, che i bravissimi Van de Ven indossano e che li trasforma in misteriose creature poetiche dagli arti iper-estesi, dai corpi nervosi e scattanti, capaci di affettuose pose e liriche pause. Materia viva di un rinnovato incontro con Glass.
© Riproduzione riservata









