"La Route de la soie", storico titolo di Béjart torna in scena dopo oltre vent’anni
27/05/2026
LOSANNA Dall'11 al 14 giugno 2026 al Théâtre de Beaulieu, il Béjart Ballet Lausanne ripropone un titolo storico del maestro Béjart: La Route de la soie, un'opera fondamentale assente dalle scene da oltre vent'anni.
Creato nel 1999, questo affresco coreografico accompagna lo spettatore dalla Turchia alla Cina, passando per l’Iran e la Mongolia, in un viaggio in cui spiritualità, teatralità e potenza espressiva si intrecciano attraverso le culture attraversate. Accompagnata da una ricca tavolozza musicale con influenze veneziane, bizantine, turche, iraniane, indiane, mongole e cinesi, punteggiata da intermezzi elettronici, questa creazione offre un'esperienza sensoriale immersiva in cui la danza diventa un linguaggio universale.
Come un diario di viaggio dalle pagine sontuosamente miniate, La Route de la soie dispiega un’epopea sensoriale. Maurice Béjart riprende i temi che hanno alimentato la sua immaginazione per decenni: l’Oriente, il viaggio, la ricerca spirituale e l’incontro tra civiltà.
Presentata per la prima volta nel 1999 all’Espace Odyssée di Malley a Losanna, e danzata per l’ultima volta nel 2001, quest’opera rinasce oggi. Il lavoro di rimontaggio, impegnativo e di grande portata, portato avanti da Julien Favreau, si avvale del prezioso aiuto del suo team artistico, i cui membri hanno interpretato i ruoli di questo balletto al momento della sua creazione. La loro memoria dei gesti, dei significati
e la loro esperienza ridanno vita a questo affresco coreografico, in un dialogo sensibile tra passato e presente.
Nel corso di questa odissea danzata, figure simboliche e colori esaltanti disegnano una vera e propria cartografia. Il viola abbraccia Venezia, l’indaco avvolge il Mediterraneo, il verde sboccia in Turchia, il blu si fa più intenso in Iran, l’arancione irradia l’India, il giallo illumina la Mongolia e il rosso si infiamma in Cina. Queste tonalità accompagnano la trasformazione del viaggiatore e guidano lo sguardo
dello spettatore. Anche la musica, scelta con grande sensibilità, tesse un filo invisibile tra le culture. Agli accenti barocchi di Antonio Vivaldi fanno eco canti ottomani, sonorità tradizionali provenienti dall’Estremo Oriente e vibrazioni ispirate alle grandi tradizioni musicali dell’Asia. Composizioni contemporanee prolungano questa risonanza di epoche e sensibilità, mescolando strumenti antichi e trame moderne in un’armonia singolare.
Spettacolo profondamente visivo, La Route de la soie si distingue per la ricchezza dei suoi quadri, per una gestualità cesellata e per una scenografia che fa viaggiare lo sguardo tanto quanto lo spirito. Immagini proiettate, paesaggi suggeriti e simboli universali accompagnano ogni tappa di questo viaggio, offrendo allo spettatore un’esperienza immersiva e sensoriale.
Questo balletto si inserisce nella continuità di una ricerca artistica che Maurice Béjart ha perseguito per tutta la sua vita: esplorare il dialogo tra le culture e rivelare, attraverso la danza, ciò che unisce i popoli al di là dei confini.
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