CCN/Aterballetto sull’asse Bari-Lecce
27/04/2026
Due date pugliesi per Il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto: al Teatro Piccinni di Bari il 30 aprile (introduzione allo spettacolo del nostro direttore) e al Teatro Greco Politeama di Lecce, il 2 maggio. Il programma per entrambe le date porta la firma di quattro autori di fama mondiale: Iratxe Ansa e Igor Bacovich, Philippe Kratz, Angelin Preljocaj e Crystal Pite.
In apertura il pezzo corale Rhapsody in Blue di Iratxe Ansa e Igor Bacovich sull'omonima, travolgente, rapsodia di George Gershwin. “Ci siamo mossi - spiegano i coreografi- in questo mondo fantastico dove la rapsodia regala uno spazio sonoro in cui tutto è possibile, dove da ogni angolo fanno capolino elementi sempre nuovi e si è continuamente sorpresi”. La scenografia e i costumi, curati dall'artista italiano Fabio Cherstich, si ispirano all'astrattismo americano e all'arte ambientale europea, e offrono un paesaggio immaginifico in perfetta sintonia con le coreografie e la musica.
Seguono due passi a due contemporanei: An Echo, A Wave di Philippe Kratz e Reconciliatio di Angelin Preljocaj.
Kratz, che è stato danzatore di Aterballetto a lungo e ora è coreografo richiesto a livello europeo, trae ispirazione per il suo duetto dal moto perpetuo del mare e delle sue onde. An Echo, A Wave trasmette quello stesso sentimento di stupore sublime che la distesa d'acqua comunica. I danzatori, sulle musiche originali di Tommaso Michelini, costituiscono così un mondo ipnotico di rimandi alle infinite storie che vivono e riverberano nel mare.
E' un duetto tutto al femminile quello immaginato dal coreografo francese Angelin Preljocaj: Reconciliatio è una suggestione poetica tratta da una lettura attenta, ma non letterale, del testo dell'Apocalisse di San Giovanni, sulle note della Sonata al chiaro di luna di Beethoven.
Chiusura con un incantevole brano creato dalla pluripremiata coreografa canadese Crystal Pite. Solo Echo invoca l'inverno ispirato da una poesia di Mark Strand, LInes for Winter, e dalle due sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms. Una incantevole elegia, per esprimere qualcosa di essenziale sull'accettazione e la perdita.
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